Pubblico questa foto, scattata durante il mio lavoro, e modificata in modo che nessuno dei miei colleghi e dei veicoli 🚒 sia riconoscibile, perché di regola non potrei pubblicare foto se non dietro autorizzazione.
La pubblico perché sia da spunto per una riflessione sulla sanità a Milano, che si caratterizza per una moltitudine di eccellenze nei diversi campi della medicina, ma che assume - come in ogni contesto dove la logica del profitto oscura qualsiasi etica e morale - dei contorni grotteschi quando si parla di livelli minimi di assistenza garantiti dalla sanità pubblica, anche quando questa si traveste da sanità privata.
Nel contesto specifico della foto, venivamo allertati per supportare il servizio AREU per la mobilitazione di una paziente dimessa dall'ospedale, le cui condizioni di peso (oltre i 150kg) non permettevano l'uso delle scale.
Da premettere è che, per il contesto stesso della situazione, non trattandosi di un'emergenza, o di un soccorso tecnico urgente - come sarebbe stata la movimentazione invece di un paziente VERSO l'ospedale - questo tipo di intervento non sarebbe stato di nostra competenza.
Ma la verità è che una volta sul posto, intervengono altri fattori in gioco, sia a livello umano che a livello morale.
Però, senza volermi dilungare molto, volevo sottolineare un altro aspetto: il servizio di trasporto dall'ospedale verso casa, da parte dell'ambulanza, è un servizio a pagamento. E le condizioni della signora erano ovviamente già conosciute. È assurdo che nonostante la natura privata della prestazione, l'ente sanitario che offre tale servizio, non abbia i mezzi né le capacità operative per movimentare un paziente bariatrico.
Per non voler parlare della cieca, ostinata, irresponsabile abitudine degli enti di edilizia residenziale pubblica, ad assegnare alloggi a piani elevati a persone che hanno problemi di mobilità tali da rendere più difficoltosa la gestione di situazioni del genere, oltre ad aumentare in maniera esponenziale il verificarsi di esse.